sabato 12 luglio 2014

Intelligenza & manipolazione

Oggi 12 luglio alle ore 17 presso il Grand Hotel Tiberio a Roma si terrà la conferenza su
 
INTELLIGENZA & MANIPOLAZIONE
 
organizzata dalla sezione laziale dell'associazione Mensa Italia
relazioneranno:
 
Francesco Bergamo giornalista demodoxalogo, su La manipolazione delle informazioni in guerra.
 
Enrico Speranza analista programmatore, su  Ingegneria della disinformazione.
 
Fabio Mentasti ingegnere, storico e scrittore, su  Gli aspetti sconosciuti della grande guerra.
 

venerdì 11 luglio 2014

La fede nell'Europa unita

L'attestato, firmato da Altiero Spinelli uno dei padri dell'Europa unita, rilasciato nel giugno del 1956 al decano dei demodoxaloghi per aver frequentato, dal 28 maggio al 3 giugno,  nel castello di Sermoneta dei conti Caetani (Latina) un corso di preparazione politica promosso dal Movimento Federalista Europeo. La testimonianza di una fede nella realizzazione dell'Europa unita che risale a 58 anni fa!

giovedì 10 luglio 2014

Demodoxalogicamente parlando

- Il noto sondaggista Francesco Amadori sabato 5 scorso nella trasmissione Omnibus de La7tv, a proposito di un metodo per capire il destino di  Silvio Berlusconi si è rifatto ai precedenti storici di Charles de Gaulle, il generale e politico francese vissuto nei primi dello scorso secolo, ed a Carlomagno, il re dei franchi e imperatore del sacro Romano Impero a cavallo dell'800 d. C. Cioè per sviluppare un trend ha dato uno sguardo al passato. Nelle lezioni svolte alla Facoltà di Scienze Politiche a La Sapienza di Roma, negli anni '80 dello scorso secolo, il decano dei demodoxaloghi sosteneva a proposito di Qual è la vera obiettività?  (come risulta dal ciclostilato distribuito agli allievi e alla stampa):
  
 
- Le ondate di immigrati verso l'Italia e l'Europa sembra che non abbiano più fine: docenti, politologi e giornalisti dicono la loro come se il fenomeno sia spuntato come i funghi da pochi anni. Su Lineamenti di sociologia dell'emigrazione (istituto bibliografico Napoleone Roma, gennaio 1987), che riporta gli interventi svolti in Svizzera fin dal 1982 dal decano dei demodoxaloghi, si legge:
 
 

mercoledì 9 luglio 2014

Demodoxalogia cinematografica e letteraria


Dalla rivista della centenaria Società italiana per il progresso delle scienze Scienza e Tecnica (anno LXXI numero 458, ottobre 2008) riportiamo l'articolo della demodoxaloga Antonella Liberati sulla Archeologia  cinematografica e letteraria a testimonianza dell'interesse per il nuovo filone demodoxalogico.

martedì 8 luglio 2014

L'archeodemodoxalogia






La demodoxalogia, nei suoi vari aspetti, ha interessato ambienti accademici e professionali. Riproduciamo dalla rivista dell'associazione dei sociologi La società in ...Rete (anno II numero 2, 2007) la presentazione della archeodemodoxalogia di Antonella Liberati. Lo studio sull'opinione pubblica ed i comportamenti sociali del passato attraverso la ricerca ambientale dei reperti disponibili.

lunedì 7 luglio 2014

Dall'opinione pubblica alla filosofia della scienza

A testimonianza dell'interesse che la demodoxalogia ha suscitato in vari ambiti didattici e scientifici riproduciamo la locandina dell'Università popolare del tuscolano con l'attività per l'anno accademico 1997-98 con il corso Demodossalogia: dall'opinione pubblica alla filosofia della scienza.

domenica 6 luglio 2014

Beato fra le donne

Il decano dei demodoxaloghi con le colleghe del seminario di benessere integrale
 realizzato da Angela Lanciotti lo scorso marzo a Grottaferrata (Roma)

venerdì 4 luglio 2014

E' sufficiente la legge elettorale?

Su qualsiasi fatto o argomento è normale che ci siano diverse interpretazioni e opinioni, rientra nella casistica dei comportamenti umani in quanto siamo animali complessi ove l'acquisizione delle informazioni e la loro valorizzazione e memorizzazione differisce da persona a persona per fattori sia soggettivi (stato di salute, studi compiuti, età, abilità professionali, ecc.) che oggettivi (ambiente storico, geografico, economico, tecnologico, politico, ecc.).
Nel corso di una discussione tra opposti pareri dovrebbe essere normale cercare la soluzione attraverso una mediazione che tenga presente i principi dell'una come dell'altra parte, almeno se si è in buona fede. Purtroppo gli interessi di appartenenza vanno spesso contro la logica della condivisione, come nel caso della legge elettorale in discussione al Parlamento.
Vediamo il pro e il contro di alcuni punti premettendo che qualsiasi sia la legge elettorale essa non sarà mai sufficiente per una stabilità politica e per un cammino parlamentare finalizzato alla crescita del Paese. In ogni cosa la persona è al centro e se non c'è una cultura adatta qualsiasi legge non sarà mai sufficiente. E' una questione anzitutto di dirigenti in grado di saper far fronte al compito che viene loro richiesto; una cultura manageriale basata: su un'elevata integrità socio-giuridica (non necessariamente abbinata ad una morale-religiosa), su un percorso intellettuale elevato rispetto alla media dirigenziale, su un'esperienza di vita attraverso vari comparti o attività lavorative oltre a pregressi  contatti con costumi, storie e tecnologie diverse.
- Una vera democrazia è basata sul motto "una testa un voto" (e chi non partecipa lo fa a suo danno e non avrà il diritto di lamentarsi), dal che si deduce che una democrazia parlamentare dovrebbe essere basata sul metodo proporzionale: se un consistente numero di elettori di un frattale elettorale dovesse scegliere un partito (o movimento politico) e un candidato in odore di mafia ma mai indagato neppure la Corte Costituzionale potrebbe opporsi all'elezione in parlamento.
- Una siffatta accettazione del metodo proporzionale potrebbe dare come risultato un consistente numero di partitini e personaggi che potrebbero mercanteggiare il loro voto in favore o contro il governo, perpetuando quella perniciosa instabilità governativa che non permette di portare a termine non solo le riforme necessarie ma anche i provvedimenti correnti.
- L'antidemocratico sbarramento del quorum è un freno al proliferare delle sigle e dei personaggi che aspirano al seggio parlamentare.
- Per superare il limite del quorum i vari partitini potrebbero federarsi in una lista unica per poi separarsi ad elezione avvenuta. Una prassi legittima nel gioco politico democratico.
- Potrebbe anche verificarsi il caso che, stante la composizione del parlamento, nessuna formazione politica possa essere in grado di formare un governo stabile.
- Ecco allora il cosiddetto premio di maggioranza a chi prende più voti.
- Si dice che gli elettori non sono in grado di scegliere pertanto è meglio che siano i partiti a proporre i candidati (anche se i vari scandali ci dicono il contrario).
- C'è chi è favorevole alla lista unica di candidati (per ciascuna formazione politica) valida in tutta Italia e chi vorrebbe collegi elettorali circoscritti su un territorio limitato.
- Come conciliare le varie ipotesi?
- Salvaguardare la volontà dell'elettore di un singolo collegio di eleggere il proprio mafioso senza influire nella composizione del parlamento, garantire al governo una maggioranza stabile, lasciare ai partiti (tanto su questo punto non mollerebbero mai) la possibilità di scegliere i candidati (magari dal listone nazionale oggi computato coi resti).
- Necessariamente dovremmo votare in due turni come alle comunali: nel primo turno potremmo scegliere, per es., dalla lista locale (collegio circoscritto come oggi il Senato) uno o due nomi del candidato preferito. Agli eletti verrebbero attribuiti il 60% dei seggi totali disponibili, il restante 40% dovrebbero essere attribuiti al secondo turno in modo da dare stabilità governativa al vincitore. 
- Al ballottaggio del secondo turno verrebbero ammessi solo i primi due e si potrebbe votare unicamente il nome del presidente del Consiglio dei ministri proposto dalle rispettive formazioni politiche, attribuendo al vincitore il 40% dei seggi disponibili traendo gli eletti dalla lista nazionale del partito. In pratica - per ognuno dei due - ci sarà il nome del proposto presidente e una lista di candidati, l'elettore voterà solo per il presidente che, se vincitore, porterà tutta la lista in parlamento aggiungendola agli eletti nel primo turno. Ammesso che nel primo turno abbia preso solo il 20% dei seggi con il 40% del secondo turno avrebbe la maggioranza del 60% e quindi la stabilità. Se nel primo turno avrà preso di più avrebbe una maggioranza bulgara! Oltretutto i risultati si saprebbero poche ore dopo la chiusura dei seggi.
- Le liste dei candidati a presidente con il relativo listone nazionale dovrebbero essere presentate al Viminale insieme alle liste per i collegi territoriali e affisse e portate a conoscenza degli elettori come per le altre. Si eviterebbero così le dannose ammucchiate del secondo turno per raggiungere il quorum del 40%.

giovedì 3 luglio 2014

Scandali, politica e ...

- Sono le troppe norme che consentono l'evasione attraverso i sottili distinguo e i molteplici passaggi da una competenza all'altra, in aggiunta ad una classe dirigente senza valori morali e sociali. Per ridimensionare la corruzione nelle opere pubbliche basterebbe un elenco nazionale delle aziende abilitate a concorrere negli appalti pubblici, suddiviso per importi di capitale a garanzia, in modo che le aziende egemoni non possano concorrere nei piccoli appalti e quelle piccole non possano imbarcarsi in opere più grandi per la loro dimensione. Un elenco che dovrebbe essere continuamente sottoposto a controlli preventivi fiscali e della magistratura a prescindere dai bandi di gara con possibilità di radiare provvisoriamente o definitivamente l'azienda dagli appalti. Inoltre dovrebbe essere fatto divieto di sub-appalto. Non si eliminerebbe la corruzione ma si sfoltirebbero le miriadi di passaggi (legislativi, regionali, comunali, etc.) incidendo in modo semplice e veloce sulla realizzazione delle opere pubbliche.
 
- Da noi la giustizia, specie nel diritto civile, non funziona. Il magistrato dovrebbe essere estratto a sorte, secondo i rami di competenza, negli affidamenti delle cause che, a loro volta, non dovrebbero avere più di due gradi di giudizio. Iniziato un procedimento (civile) il giudice non dovrebbe essere spostato, promosso, revocato o pensionato sino alla conclusione. Il numero dei testimoni dovrebbe essere limitato e stabilito nella prima convocazione. Non sono norme da bacchetta magica ma tendenti alla giustizia secondo verità e accelerazione delle cause. Nel diritto penale, fra le tante cose da riformare, bisognerebbe abolire la prescrizione per tutti i reati (compresi i finanziari) in modo da non garantire l'impunità (e quindi la sicurezza di farla franca) attraverso i molteplici cavilli e le scappatoie nelle pieghe della legislatura.
 
- Stiamo andando verso la riforma del Senato o verso un carrozzone ove si sistemeranno i maneggioni della politica? Un Senato ridotto ha il suo scopo se rappresenta una specie di camera consultiva delle corporazioni, cioè se esprime giudizi su proposte in corso e se indica percorsi da attuare. Il nuovo Senato dovrebbe essere l'antidoto alle lobbies burocratiche, economiche, sindacali e regionali: tutte espressioni della cosiddetta società civile che normalmente intervengono discretamente sui singoli parlamentari e i gruppi politici per proporre e sollecitare nuove norme di legge o abrogare qualcuna delle esistenti. E' da questi incontri riservati che nascono quei rapporti che poi portano a favoritismi illeciti basati sull'intreccio fra politici e affaristi!

- Il prof. Luciano Hinna, che è stato consulente di molti presidenti del consiglio dei ministri, nella trasmissione di Omnibus de La7tv del 22 giugno scorso ha detto che nelle riunioni dei ministri si discutono e approvano le linee generali dei provvedimenti di legge che poi sono demandati, per la stesura e l'applicazione, ai capigabinetto dei ministeri e ai direttori generali (oltre alla ragioneria dello Stato). Orbene sono costoro la vera casta dell'immobilismo "per interessi personali" o di corporazione in quanto modificano a loro piacimento, con sapienti ritocchi, le direttive politiche anche attraverso regolamenti attuativi e ritardi nell'emanazione delle norme. Coloro che ci seguono da anni sanno che a proposito di riforma della pubblica amministrazione abbiamo sempre indicato (per esperienza vissuta) nelle confraternite dei gabinetti ministeriali il vero potere statale e non nelle persone dei ministri di passaggio.

Domani: Non è sufficiente una buona legge elettorale.

mercoledì 2 luglio 2014

Il saggio degli allievi

Il frontespizio della pubblicazione che riporta gli interventi svolti al primo seminario dei docenti dello Ial in Svizzera. Di seguito la copertina di Formazione Domani
 
con il saggio degli allievi, della scuola italiana di Lucerna diretta dal decano dei demodoxaloghi, a fine corso e superamento degli esami di licenza.

Domani, a proposito di giustizia e pubblica amministrazione: "Scandali, politica e ..."