sabato 10 maggio 2014

Rieti sotteranea

La città di Rieti ha origini pre-romane, con la costruzione della via Salaria i romani prosciugarono la pianura, deviarono il fiume Velino e la fortificarono e ampliarono. L'imperatore Vespasiano nacque a Rieti mentre nel medioevo la città si sopraelevò con l'imponenza dei palazzi che si servirono delle vecchie abitazioni romane per stalle e magazzini. Oggi la città sotteranea è visitabile. Foto di Fabrizio Cimini.

venerdì 9 maggio 2014

Una società narcisistica

Dopo 103 numeri, dall'aprile del 1984 al novembre 1988, la rivistina culturale Sapere 2000 dovuta al coraggio dell'editore Angelo Ruggieri (recentemente scomparso) e diretta dal decano dei demodoxaloghi Giulio D'Orazio cessò le pubblicazioni. Sopra è riportato l'ultimo editoriale del direttore.

giovedì 8 maggio 2014

mercoledì 7 maggio 2014

Tendenze o scossoni?

L'editoriale del 15 ottobre 1976 che, come gli altri editoriali "in fondo", rinviava agli argomenti affrontati dalla rivista Sapere 2000.

martedì 6 maggio 2014

La matrice antropologica dell'umanità

L'editoriale del numero 25 della rivista culturale Sapere 2000 del 18 gennaio 1986.

lunedì 5 maggio 2014

Come scatole cinesi

Presentiamo l'editoriale del 6 ottobre 1984 della rivista culturale Sapere 2000 edita da Angelo Ruggieri. Il 17, 28, 29 e 30 aprile scorsi abbiamo pubblicato - per testimoniare la percezione culturale dell'iniziativa - altri editoriali; così come faremo nei prossimi giorni.

sabato 3 maggio 2014

A proposito di ribelli

Lo scorso 25 aprile  Matteo Renzi ha affermato che "grazie ai ribelli di allora"  l'Italia può celebrare la Festa della Liberazione in quanto quei ribelli sono divenuti eroi.  A tale proposito riproponiamo uno stralcio dell'intervento svolto a giugno dello scorso anno al convegno dell'Associazione nazionale sociologi  sulla devianza.


venerdì 2 maggio 2014

Perchè votano Grillo?


Sono moltissimi gli osservatori politici, anche tra i più acuti, che ammettono di non capire i motivi che spingono milioni di italiani a deporre nell'urna elettorale la scelta per il Movimento 5 Stelle del comico Beppe Grillo.
Come è possibile, si chiedono, che un raggruppamento politico improvvisato e con rappresentanti scelti da un sondaggio non controllato e certificato basato su poche centinaia di consensi possa addirittura insediare il secondo posto di Silvio Berlusconi? Su quale filosofia si basa il fatto che i rappresentanti in parlamento del M5S non abbiano una pregressa militanza e dottrina politica? Qual è il programma del partito discusso e approvato in sede di dibattito interno al movimento? Il programma sembra più un neo-vangelo dettato dal proprietario del marchio elettorale Gian Roberto Casaleggio e gli adepti (eletti ed elettori) un'accozzaglia di istinti protestatari non guidati o repressi.
In effetti sul movimento si riversa l'ira di quella stragrande fascia di elettori che protestano "a prescindere", per motivi più che legittimi: mancanza di occupazione e quindi di futuro, ridotte possibilità economiche, vere o presunte ingiustizie patite (giudiziarie o fiscali), disservizi della pubblica amministrazione (scuola, posta, asl, certificazioni, ecc.), ladrocinio impunito ma conosciuto a livello locale e nazionale, arretratezza del Paese e della giustizia e così via. Tutti eventi non affiorati negli ultimi anni ma che si sono sviluppati in modo gigantesco fin dall'avvento della seconda repubblica e che erano nell'humus della prima (si pensi alla battaglia prima di Guglielmo Giannini e poi di Marco Pannella).
Il fatto è che, sociologicamente, la protesta contro le istituzioni è sempre esistita e che il parlamento rappresenta l'unica possibilità (in virtù delle votazioni) per esprimere in modo concreto (oltre alle manifestazioni di piazza che lasciano il tempo che trovano) la dissidenza del popolo: prima ci si astiene dal voto e se nulla cambia si vota per protesta il primo venuto considerato antipolitico. Ricordate la messe di voti che, in altri tempi, presero Cicciolina (Elena Anna Staller)  e il terrorista Toni Negri? Oppure le grandi preferenze prese, anche in epoca recente, da noti o presunti mafiosi così come da pregiudicati o inquisiti per i reati più vari?
E' in questa ottica che dobbiamo guardare al successo di Grillo (e in un certo qual modo al primo Berlusconi prima che si istituzionalizzasse): il voto di rabbia riversato sul personaggio che più rappresenta in quel momento (grazie all'amplificazione mediatica) l'antisistema!
Quindi anche il dissesto dell'economia contribuisce a far crescere l'astensionismo ed il voto di protesta; la ricetta da contrapporre potrebbe essere una politica sociale ugualitaria (che coinvolga il 70% dei cittadini con basso reddito) accompagnata da vere riforme sociali predicate da un guru ancora credibile (Matteo Renzi)?