martedì 14 ottobre 2014

Scenari futuri


 
A beneficio dei lettori che si sono accostati per la prima volta alla demodoxalogia concludiamo quanto svolto dal decano dei demodoxaloghi alla LXV Riunione della Sips (Cassino 1999) ove ha riecheggiato concezioni diffuse dagli studiosi dell'opinione pubblica riuniti nella Sidd in seno al tema, da lui svolto, su Rapporti tra tecnologia e società: dall'era agricola al futuro genomico.

 

(4 - fine)

lunedì 13 ottobre 2014

Le conseguenze della tecnologia




Proseguiamo, a puntate, la diffusione dell'intervento svolto dal decano dei demodoxaloghi alla LXV Riunione della Sips a Cassino nel 1999  su Le biotecnologie: situazione attuale e scenari futuri. (3 - continua)

giovedì 9 ottobre 2014

Il nostro secolo




L'intervento del decano dei demodoxaloghi alla LXV Riunione della Sips (Cassino 1999) partì dall'era agricola per giungere al futuro genomico. (1 - continua)

mercoledì 8 ottobre 2014

La risposta umana all'immigrazione



Quanto sopra è tratto dall'intervento del decano dei demodoxaloghi su  Vecchie e nuove povertà nell'area del Mediterraneo: gli atti dei convegni svolti a Napoli e Milano nel 1998 e 1999 per iniziativa della Società Umanitaria.

Domani: dalla LXV Riunione della Sips

martedì 7 ottobre 2014

Art. 18 & Tfr

- Quasi tutti i sindacalisti sono contrari all'abolizione dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori mentre tra i datori di lavoro parecchi sono gli indifferenti, in particolar modo tra le medie e piccole aziende: quelle che hanno meno di quindici dipendenti, ove i rapporti sono meno formali e più umani.
L'art. 18 vieta il licenziamento per motivi arbitrari (donne in maternità, appartenenze religiose o politiche, scarsa produttività) ma nasconde il vero punto di vista dell'imprenditore: il licenziamento dei sindacalisti e di quei lavoratori che sono soliti protestare, aizzare i compagni, far valere i diritti in modo puntiglioso, organizzare dimostrazioni, ecc. con danno alla produzione e alla disciplina delle maestranze.
Inoltre il sindacalista ha dei giorni pagati dall'azienda per vere o presunte (a seconda della coscienza del soggetto) assenze a causa di incombenze sindacali e, in periodi di crisi, pagare un dipendente che non lavora costituisce un aggravio di costi!
 
- Il tfr è quella parte di salario che viene accantonata dal datore di lavoro per essere consegnata alla fine del rapporto con l'azienda, qualche anno fa governo, sindacati e imprese si misero d'accordo per poter mettere le mani sul tesoretto e gestirlo, nell'interesse del lavoratore (ogni mascalzonata si presenta con un fine etico), per farlo fruttare il più possibile sino a raggiungere un bel gruzzoletto da dare al lavoratore alla fine del rapporto di lavoro.  Ma non tutti sono capaci di gestire i cosiddetti fondi di investimento, neppure i professionisti della finanza più o meno creativa, figuriamoci un padroncino o un sindacalista che misero in piedi dei fondi (consorziandosi) proprio per poter mettere le mani sulla gestione del denaro dei lavoratori. Ovviamente lasciando la scelta di aderire o non al dipendente lavandosi così le mani da un'eventuale gestione fallimentare dell'improvvisato fondo.
Non tutti aderirono alla proposta e le aziende col residuo trattamento di fine rapporto in loro mani seguitarono a fare quello che avevano sempre fatto: finanziare l'impresa col denaro dei lavoratori!
E' questo il motivo per il quale molte aziende che falliscono non hanno neppure l'accantonamento che dovrebbero restituire ai dipendenti: lo hanno speso in investimenti sbagliati o in conseguenza della non prevista crisi aziendale, quando non si tratta di vera e propria truffa! Scorporare il tfr dall'azienda per assegnarlo all'Inps o alla cassa depositi e prestiti garantirebbe i lavoratori sull'effettivo incasso al termine del rapporto di lavoro. Ma la lobby delle aziende non lo permetterebbe mai!
Sinora col tfr l'impresa si finanziava a basso costo (remunerando il prestito con l'interesse previsto dallo stato) trattenendo per se l'eccedenza del ricavato che - in fatto di logica e diritto - sarebbe dovuto spettare al lavoratore in quanto il guadagno è stato ottenuto con "i suoi" denari accantonati, correndo il rischio dell'insolvenza. Altre volte l'azienda chiedeva un prestito alle banche dando per garanzia, oltre al capitale proprio, il fondo accantonato dei lavoratori.
Stante quanto sopra è chiaro perché l'impresa è contraria a mettere mensilmente la quota di tfr in busta paga!
 

lunedì 6 ottobre 2014

Il parere dei lettori

L'estrapolazione di alcuni brani dell'Inchiesta demodoxalogica sul post-industriale hanno suscitato interesse e commenti (orali o scritti), il fotoreporter Fabrizio Cimini ha scritto: "Mi intriga il fatto di come sono spiegate le cose nei frammenti di testo estrapolati da un contesto più ampio e articolato, dove la ragione sembra vincere sulla supposizione, dove gli eventi sono sì causa ma anche effetto, dove l'uomo è sì preponderante ma si articola tra le forze preesistenti che sono in effetti la causa della sua incisività, cioè quel fattore K che è in sostanza lo studio del demodoxalogo".
Sulla Rete hanno condiviso  Gianmarco Scocchetti, Nerone, Bruno Zarzaca e Luciano Fontana orologiaio di Modena mentre Francesco Bergamo sull'agenzia online Informatore Economico Sociale, da lui diretta, ha invitato i lettori a leggere i post.

Domani: Tfr e art.18

venerdì 3 ottobre 2014

La demodoxalogia su Google

Dall'agenzia giornalistica fondata dal decano dei demodoxaloghi nel 1963  e dal 2005 divenuta online per iniziativa del direttore Francesco Bergamo riportiamo quanto pubblicato lo scorso 26 settembre, ricordando il precedente contributo che la disciplina ha avuto su internet (e in particolare su Wikipedia)  con l'azione di Bruno Zarzaca.

giovedì 2 ottobre 2014

Forum

Le puntate sull'Inchiesta demodoxalogica sul post-industriale hanno suscitato interesse e riflessioni, oggi ospitiamo - in proposito - il contributo del demodoxalogo Fabrizio Cimini. Chiunque può partecipare al forum inviando il testo come allegato ad una mail (all'indirizzo sotto la testata).
 

mercoledì 1 ottobre 2014

Il percorso dell'innovazione

Tenendo presente quanto pubblicato ieri possiamo dire che in seno alla società ogni struttura (cultura/scienza/tecnica/economia/istituzioni/società) influisce in modo progressivo sull'altra ma con tempi diversi da epoca ad epoca e da luogo a luogo (spazio/tempo) ma pur sempre secondo lo schema (valido per la cultura, l'economia, la scienza, l'ideologia, ecc.) sopra pubblicato: la percezione dell'innovazione passa dagli ideatori (humus) agli innovatori divenendo prima di elite e poi di massa, per poi decadere passando ad una ulteriore innovazione per ricominciare il ciclo. Vedasi in proposito nel corso online di demodoxalogia sul sito del demodoxalogo Bruno Zarzaca lo schema della demodoxaloga Antonella Liberati.