lunedì 9 marzo 2015

Il fascino degli idoli

Nella nostra infanzia (se la memoria ci assiste) ci raccontavano una favola (forse dei fratelli GrimmIl pifferaio magico ) in cui il personaggio al suono del magico strumento richiamava dietro di se i giovani per portarseli via. Il significato era chiaro: i giovani, ancora immaturi, si lasciavano frastornare dalla melodia (allora il rock ancora non c'era) per incamminarsi verso un futuro sconosciuto.  Ma anche molti adulti sono immaturi, cioè non riflettono, valutano e scelgono: sono bambinoni che si fanno ammaliare dalle belle frasi, dalle false promesse, dalle novità; in una parola dalle apparenze! Recenti studi neurologici ci dicono che l'umanità (nel 2000, alle soglie di una nuova era) ancora non sfrutta appieno le sue potenzialità: ragiona con mezzo cervello.  Siamo tuttora bambinoni!
E' questo il motivo per il quale la folla (demodoxalogicamente parlando) di volta in volta è attratta dai vari idoli che si susseguono nel percorso della storia, sia nel campo della politica che in quello della religione o della moda o della cultura. Le ideologie, o meglio i divulgatori del pensiero incomprensibile, hanno da sempre il loro fascino, più sono irrealizzabili, assurde o false e più affascinano e stimolano desideri irraggiungibili. La vita non ci soddisfa quindi abbiamo bisogno di promesse a lungo termine che si realizzano o dopo la morte o con il cambio del pifferaio, salvo cambiarlo ancora e ancora di nuovo, così via per il corso della nostra vita alla ricerca di qualcosa di indefinito ma che desideriamo. E' l'ideologia, cioè opinioni ragionate che sembrano applicabili alla realtà ma che sono sempre opinioni, quindi non verità ma neppure bugie: ragionamenti che ci appagano!
Ecco allora seguire di volta in volta il politico emergente (Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Matteo Renzi, Matteo Salvini), il religioso (padre Pio, papa Wojtyla, papa Francesco I), lo scrittore, l'economista, l'architetto, l'artista, ecc.  Tutti personaggi che già c'erano ma che all'improvviso emergono per una serie di circostanze (temporali e spaziali) favorevoli; sono queste le variabili che ci possono dare la spiegazione del mutamento degli stereotipi.