La pubblicazione Demodossalogia ed opinione pubblica riporta gli atti del seminario svoltosi il 4 dicembre del 1995, nella Sala dei Papi del convento della Minerva a Roma, per ricordare i maestri della demodoxalogia Federico Augusto Perini-Bembo e Adriano Magi-Braschi. Pubblichiamo la copertina, le pagine relative al programma, alle brevi note biografiche e parte della documentazione storica e didattica.
mercoledì 20 luglio 2011
martedì 19 luglio 2011
Scienza, società e opinione pubblica
Riportiamo la copertina, il glossario e tre grafici dagli atti dello VIII Convegno nazionale di demodoxalogia, svoltosi a Mira (Venezia) il 13 maggio del 2000 al teatro Villa dei Leoni
lunedì 18 luglio 2011
Sociologia dell'emigrazione
Riproduciamo la copertina e il primo capitolo di Lineamenti di sociologia dell'emigrazione edito per conto della Sidd dall'Istituto bibliografico Napoleone, Roma 1987.
giovedì 14 luglio 2011
Colpi di sole
In ogni epoca la lamentela generale è stata quella dell'imperante dissoluzione dei costumi (rispetto alle precedenti generazioni) e all'eccessivo progresso tecnologico e sociale che, alla lunga, corromperebbe l'equilibrio naturale dell'ambiente e della società. Riferimenti in tal senso si possono trovare nei testi dell'antica Grecia e negli Acta dell'impero romano. E, in ogni epoca storica, sembra di essere giunti al limite del non ritorno; eppure non è così, anche se un giorno questo pianeta e i suoi abitanti saranno destinati a scomparire quale risultato di una combinazione matematica che investe l'intero Universo.
Nel frattempo le scorie della civiltà si accumuleranno cicli dopo cicli alla ricerca di aggiornamenti morali, giuridici, economici, tecnologici, ecc. in grado di fronteggiare lo strisciante mutare nel modo di sentire e vivere gli avvenimenti del proprio tempo. Allargando sempre più l'orizzonte, le frontiere e quella specie di responsabilizzazione che scarica ad altri (persone o eventi) la soluzione dei fatti quotidiani. Come i cerchi nell'acqua creati dal sasso ivi gettatovi. Se qualcuno viene colto con le dita nel barattolo della marmellata ha buon gioco nel dire che non è stato il primo e non sarà l'ultimo. Se un comune deve raccogliere la spazzatuta o gestire un parco darà vita ad appositi enti che non faranno altro che appesantire il bilancio comunale con la creazione di comitati di studio e dipartimenti di competenza, allargando il cerchio delle competenze. E così via.
In sostanza, dalla politica alla prassi personale, quando non si è in grado (per incapacità) o non si hanno soluzioni, si rimette il problema al futuro, agli altri, ad ulteriori competenze. Invece di semplificare si moltiplica.
Per esempio le provincie se rispecchiano caratteristiche storico-ambientali (da conservare e valorizzare attraverso i beni culturali e il turismo) potrebbero essere utili in quanto insite nel territorio, così come il coordinamento tra i vari comuni in materia di scuole, viabilità, sanità al fine di razionalizzare le risorse evitando doppioni e sprechi. O una visione ed un controllo mappato delle prefetture sull'andamento della criminalità organizzata o meno. Le micro-provincie non rispondono a questo scopo così come i consigli provinciali non servono a nulla, solo a distribuire incarichi con prebende; meglio quindi sarebbe abolirli (specie ai fini del recupero di risorse finanziarie e per evitare intromissioni politiche nella pubblica amministrazione). Le provincie potrebbero essere, per un funzionamento migliore e più veloce, articolate in uffici esecutivi con modesti (ma essenziali) poteri locali facenti capo alla regione. Da enti locali politicamente autonomi a indicazioni geografiche con particolari e limitate deleghe.
Ricondurre tutto a sintesi ed unitarietà è la strada migliore per ostacolare la tendenza alla frantumazione (confusionaria) e alla deresponsabilità. A meno che anche il decano non abbia avuto, dato il clima di questi giorni, un colpo di sole.
mercoledì 13 luglio 2011
A proposito di disinformazione
Il metodo demodoxalogico di prescindere da chi dice le cose per privilegiare cosa, quando e dove quelle cose sono state dette - per comprendere il perchè - è stato presentato per la prima volta al convegno della Sips su "La disinformazione in campo scientifico e tecnico", come da atti pubblicati su Scienza e Tecnica, anno LIX n 313 dell'ottobre 1996.
martedì 12 luglio 2011
Casualità
Come demodoxaloghi sosteniamo che tutto è relativo ed apparenza, motivo per il quale non dovremmo mai accettare acriticamente i fatti che ci raccontano ma interrogarci su "cui prodest?" allargando il campo ad eventi consimili. In questa ottica ci sono maestri lo scrittore Pitigrilli che con i suoi paradossi capovolge i ragionamenti e lo scienziato Toddi che dà la spiegazione scientifica del nostro "vedere l'apparenza", cioè il momentum e non il movimentum (post del 10 maggio scorso)
lunedì 11 luglio 2011
Equa tassazione
Un qualsiasi professionista di chiara fama (dal medico all'avvocato), così come un medio imprenditore o un commerciante di una avviata e nota azienda, hanno - come giusto - un reddito di granlunga superiore alla media nazionale in quanto deriva dall'investimento di anni di studio o d'attività e dal capitale investito nel lavoro. Pertanto, come si insegna nelle scuole di ragioneria, la remunerazione dovrà essere triplice: quella del fattore lavoro in quanto dovrà compensare il tempo dedicato all'attività professionale, quella dell'interesse prodotto dal capitale investito nell'attività lavorativa (che altrimenti poteva, senza rischi e preoccupazioni, essere remunerato da obbligazioni pubbliche), e infine l'utile proveniente dall'attività gestita. Un normale lavoratore dipendente ha una sola remunerazione in quanto è un prestatore d'opera: ci mette solo il lavoro che svolge, senza altri rischi.
Ma anche nella spesa c'è una grossa differenza tra le due grandi categorie, quella dei lavoratori dipendenti e gli altri. Il noto professionista o imprenditore, per stare sul mercato, quello delle relazioni sociali che porta conoscenze, contratti e clienti, dovrà apparire all'occhio degli altri. Quindi i figli dovranno studiare in qualificati collegi e università (private) di chiara fama, magari all'estero; l'auto dovrà essere di lusso (sempre per l'apparenza), la casa e lo studio dovranno essere come indicato nelle riviste alla moda, e così l'abbigliamento con capi firmati. Per non menzionare lo yacht (magari di soli otto metri), la villa al mare e le cene d'affari e di relax. Tutte opzioni che costano, così come il personale: dall'autista al giardiniere, ecc. Gravose uscite che, fortunatamente, il lavoratore dipendente non ha, in quanto la sua vita rientra nella norma nazionale. Una considerazione che può calzare anche in presenza di pensionati: essendo anziani hanno meno esigenze dei giovani, mangiano di meno e non vanno al night club!
Stante quanto sopra, un governo serio, che intenda tutelare l'economia del Paese, dove andrà a trovare i denari sufficienti per una manovra finanziaria destinata al pareggio dei conti statali? Come avrete capito tra i pensionati ed i lavoratori dipendenti della fascia media e bassa.
Per esempio: togliendo un 20% aggiuntivo ad un reddito lordo di 1.800 euro (nette 1.200) sarebbero 360 euro che un dipendente o pensionato, abituati a giostrarsi con i conti di fine mese, ben saprebbero dove limitare ulteriormente le loro spese. Togliendo un 40% alle categorie cosiddette ricche (a parte l'ingiustizia in quanto per la Costituzione abbiamo pari diritti e doveri e quindi dovremmo avere pari importi nella tassazione) su un reddito di 10 mila euro verrebbero 4 mila euro in meno che per il malcapitato (considerato benestante) rappresenterebbero un colpo mortale. Non potendo rinunciare alle cosiddette spese di rappresentanza in quanto concorrono all'immagine e rendono in relazioni fruttuose, il povero benestante dovrà privarsi del giardiniere o della cuoca, mettendo sul lastrico degli onesti lavoratori dipendenti (magari con famiglia a carico). Per salvaguardare dalla disoccupazione i lavoratori dipendenti in forza ai ceti con alto reddito la politica sociale del governo tasserà tali redditi alti al 25%, che è più di quanto pagato dai lavoratori ma meno di quei prelievi onerosi che metterebbero in ginocchio le categorie produttive del Paese.
Questa sì che è una politica sociale, alla faccia di coloro che chiedono un bilancio di lacrime e sangue verso una sola categoria. Da buoni cattolici la nostra politica sociale è improntata alla solidarietà per cui anche i poveri devono concorrere a mantenere i ricchi poichè senza i benestanti, che altro non sono che i dirigenti del Paese (dalla politica all'amministrazione pubblica e all'imprenditoria, ecc), mancherebbe il motore che smuove l'economia attraverso appalti, regalie, combinazioni tra compagni di merenda e quanto altro.
giovedì 7 luglio 2011
Cancro al seno
Su Internet si trova di tutto. Da quel auto-dichiaratosi santone che proclama, con dovizia di dati scientifici, la fine del mondo nel dicembre del 2012 al sito che svela che una certa attricetta (mai vista nei films) è un'assidua frequentatrice di lenzuola dei membri del governo. La facilità di accesso allo strumento di comunicazione e - soprattutto - la possibilità di trasmettere le notizie, non consente un filtro (lasciato peraltro all'intelligenza dei lettori). Da qui alle notizie false, inventate o diffuse per scopi reconditi, il passaggio è breve.
Non potendo controllare la fonte delle informazioni (chi, perchè, per conto di chi, con quale fine) molte notizie, date con serietà, generano dubbi ed allarmismi. Basta che una falsa notizia sia ritenuta vera da una manciata di usufruitori di Internet che costoro la propagandano come vera, creando un'opinione pubblica basata su valutazioni inconsistenti.
Facciamo un esempio: un giapponese, primario di un ospedale in Gran Bretagna (quale? soprattutto in presenza, anche se non è un fatto anormale, di un dirigente sanitario in un'altra nazione), sostiene che il cancro al seno è favorito dallo sprigionarsi della diossina quando le bottiglie di plastica si riscaldano al sole, magari perchè lasciate in auto, oppure dall'involucro e dal contenitore alimentare quando si riscalda il cibo in forno o nel microonde. Secondo lo studioso il film plastico (Pvc) che avvolge il cibo libera una miscela velenosa, consiglia pertanto di cuocere in recipienti di vetro o ceramica. Perchè, però, la diossina liberata colpisce solo le donne? Questo il giapponese non ce l'ha spiegato, aumentando i nostri dubbi sulla veridicità.
Siamo agli inizi dell'uso di un nuovo strumento di informazione (rispetto alla centenaria carta stampata), mancano regole e capacità interpretative da parte del pubblico. Prima di leggere i giornali abbiamo imparato a scuola a leggere e scrivere; occorre ora un'educazione alla lettura ed interpretazione dei messaggi che passano sulla Rete.
Non potendo controllare la fonte delle informazioni (chi, perchè, per conto di chi, con quale fine) molte notizie, date con serietà, generano dubbi ed allarmismi. Basta che una falsa notizia sia ritenuta vera da una manciata di usufruitori di Internet che costoro la propagandano come vera, creando un'opinione pubblica basata su valutazioni inconsistenti.
Facciamo un esempio: un giapponese, primario di un ospedale in Gran Bretagna (quale? soprattutto in presenza, anche se non è un fatto anormale, di un dirigente sanitario in un'altra nazione), sostiene che il cancro al seno è favorito dallo sprigionarsi della diossina quando le bottiglie di plastica si riscaldano al sole, magari perchè lasciate in auto, oppure dall'involucro e dal contenitore alimentare quando si riscalda il cibo in forno o nel microonde. Secondo lo studioso il film plastico (Pvc) che avvolge il cibo libera una miscela velenosa, consiglia pertanto di cuocere in recipienti di vetro o ceramica. Perchè, però, la diossina liberata colpisce solo le donne? Questo il giapponese non ce l'ha spiegato, aumentando i nostri dubbi sulla veridicità.
Siamo agli inizi dell'uso di un nuovo strumento di informazione (rispetto alla centenaria carta stampata), mancano regole e capacità interpretative da parte del pubblico. Prima di leggere i giornali abbiamo imparato a scuola a leggere e scrivere; occorre ora un'educazione alla lettura ed interpretazione dei messaggi che passano sulla Rete.
mercoledì 6 luglio 2011
Meticciato cattolico
Il demodoxalogo Valter Bay navigando su Internet ha trovato notizie e commenti sulle linee strategiche vaticane che ha accorpato e sintetizzato nel seguente promemoria:
Premesso che:
- i popoli di influenza cattolica e papale romana stanno progressivamente sfuggendo al controllo della Chiesa; - l'Europa dell'euro non ha futuro economico ed è in regressione;
- le razze bianche di origine europea sono in disfacimento "motu proprio" per secolarizzazione, droga, pigrizia di giovani viziati, regressione culturale ed intellettuale, abbassamento del quoziente di intelligenza;
- le razze bianche di origine europea sono in disfacimento "motu proprio" per secolarizzazione, droga, pigrizia di giovani viziati, regressione culturale ed intellettuale, abbassamento del quoziente di intelligenza;
- per sopravvivere qualsiasi organizzazione ha bisogno di tanti soldi;
- l'Europa produce poche "vocazioni" e sono sempre di più i preti e le suore provenienti dal Terzo mondo;
Se ne deduce che:
- il futuro della Chiesa cattolica è nel Terzo mondo, pertanto occorre dar vita ad un nucleo umano fondativo che abbia saldi addentellati nel Terzo mondo e stabili legami nel circondario vaticano (Italia e dintorni);
- rievangelizzare l'Europa anche se mancano gli evangelizzatori locali;
- evangelizzare il Terzo mondo partendo da una "condominialità" di gestione religiosa che apparentemente cede parte del proprio potere nell'ipotesi di future conversioni, come iniziato da papa Giovanni Paolo II..
Un'opzione che già si è verificata nel 300 d.C. allorchè il clero politeista dell'impero romano si inflitrò nella nuova religione monoteista emergente per volere di Elena, madre di Costantino. Un'operazione codificata con il congresso di Nicea che salvaguardò tutto il clero preesistente nella nuova religione. Analogamente la strategia di oggi è quella di:
- creare una nuova razza umana mista a scapito di quella preesistente;
- infiltrarsi nelle strutture portanti delle religioni concorrenti;
- generare una nuova religione di derivazione cristiana;
- puntare alle conversioni verso questa nuova religione.
Un progetto a lungo termine: ma la Chiesa ha dimostrato, nei secoli, di saper aspettare e lavorare con tempi lunghi. E' un progetto che ricalca quello dei Templari che volevano fondere in una sola le tre religioni monoteiste ma l'attuale progetto necessita di nuovi evangelizzatori (in corso di fabbricazione). Trattasi di un'operazione di "eugenetica" opposta a quella praticata dal nazismo. Una visione millenaristica, propria del Vaticano, che sa dove attingere le future risorse economiche, visto che l'Europa sarà condizionata e superata dalla preponderanza dei nuovi popoli emergenti.
Così va il mondo, basta saper montare a cavallo al momento giusto ... e la Chiesa sta salendo sul cavallo vincitore. Del resto il convertito al cattolicesimo Tony Blair ha detto che il futuro del mondo vedrà vincente la Cina e la mondializzazione!
martedì 5 luglio 2011
Politica sporca
Tante, troppe volte abbiamo sentito dire da vari giornalisti che essi svolgono il loro lavoro senza condizionamenti di padrini o dell'editore. Qualche volta, invece, è capitato che un giornalista abbia lasciato il posto di lavoro perchè in contrasto con la linea editoriale del giornale o della radiotelevisione o che sia stato convinto da consistenti buonuscite o paterni consigli di trasmigrare in altro loco. Recentemente abbiamo avuto il caso di Michele Santoro, l'inventore di Annozero, la trasmissione Rai più seguita dal pubblico ma anche la più invisa da Silvio Berlusconi. Quando sembrava che si fosse sul punto di firmare un contratto fra Santoro e la rete televisiva La7, che si accredita come il terzo polo televisivo dopo la Rai e Mediaset, un comunicato aziendale de La7 ha annunciato la rottura delle trattative mentre Santoro ha accusato i vertici dell'azienda Telecom, proprietaria della rete La7, di sottostare a condizionamenti politici che non vorrebbero un suo passaggio al terzo polo televisivo.
il Fatto Quotidiano del 2 luglio, con titoli in prima pagina e la seconda e terza pagina dedicate all'argomento, ha fatto capire i risvolti della faccenda e di come si possano condizionare gli editori, in questo caso la Telecom. Anzitutto due corollari per inquadrare meglio certi giochi politici: all'annuncio del passaggio di Santoro a La7 il titolo azionario della società è salito di 20 punti (una performance straordinaria per la borsa valori) ed è sceso complessivamente di 5 punti nei due giorni seguenti alla rottura delle trattative: evidentemente il mercato e gli ascoltatori avevano gradito l'annunciato passaggio al terzo polo televisivo. Il governo (secondo corollario) diffonde la bozza di un provvedimento "ammazza Telecom" (come scritto da il Fatto Quotidiano) che ritira nel giro di 48 ore dopo la rinuncia di Santoro di andare su La7.
Vediamo allora, meglio, quello che il Fatto Quotidiano definisce come "ricatto del governo". Essendo la Telecom subentrata con la privatizzazione alla vecchia telefonia di Stato ha il monopolio della rete telefonica e, di converso, dell'accesso ad Internet. Con l'introduzione dell'auspicata banda larga di Internet (sino a 100 mega al secondo) il ministro per lo sviluppo economico, Paolo Romani creatore di Mediaset, il 29 giugno aveva diffuso un "piano di interesse nazionale per il diritto (di tutti) di accesso ad Internet" che, praticamente, sottraeva a Telecom il cavo telefonico prima obbligando l'azienda ad investire, per migliorare la struttura, e poi a mettere a disposizione del mercato la propria banda larga anche per un possibile esproprio da parte del ministero del tesoro (stanziamento previsto 47 miliardi di euro). Dall'aprire a tutti la propria banda larga si è passati alla seconda versione: i soldi per creare un'unica struttura nazionale di telecomunicazione arriveranno da finanziamenti pubblici a fondo perduto, con la rete nelle solide mani degli azionisti di Telecom. La dimostrazione di come dietro le testate televisive e della carta stampata si giocano partite e ricatti politici che nascondono enormi interessi privati.
Intanto Santoro sta prendendo accordi con una piccola emittente della Toscana e dintorni, Rtv38, per dare il via a Telesantoro.
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