martedì 13 novembre 2012

Movimento cinque stelle

Lo scrittore controcorrente del Novecento Pitigrilli (Dino Segre) affermava che "gli imbecilli si aggregano tra loro così come le limature del ferro sulla calamita". E' in questo senso che si può spiegare il successo del movimento politico fondato dall'attore comico Beppe Grillo, cioè i delusi, gli arrabbiati, gli scontenti della propria vita e dei partiti, convergono verso qualcosa in cui si riconoscono o che può soddisfare il desiderio di rivincita, esaltandosi l'un con l'altro per il numero sempre crescente dei compagni di strada. L'espandersi del Movimento cinque stelle è come la calamita: tanto più crescono le adesioni tanto più aumentano i consensi, secondo la costante K che la forza di un'idea o di un prodotto è data dal richiamo esponenziale che il numero di persone o di acquirenti esercita sugli altri. Gli elettori di Grillo non conoscono il programma politico del M5S in quanto non c'è un programma ma una sorta di films e di frasi, postati sulla rete, di banalità frammiste a visioni escatologiche sull'ambiente, la guerra, la fratellanza e così via. Argomenti di cultura popolare, tra la distruzione e la speranza, presentati messianicamente alla stregua di un credo religioso o di una ideologia politica, per cui gli adepti (perlopiù culturalmente estranei alla vita politica) vi si identificano. Quindi il Movimento cinque stelle è un movimento di protesta che può dare l'avvio a qualcosa di nuovo e sconfiggere i partiti tradizionali ma nel frattempo dovrà organizzarsi secondo lo schema della democrazia politica, pena un dissolvimento rapido così come rapida è l'ascesa.
In Italia abbiamo avuto gli esempi dell'Uq-Uomo qualunque (schiacciato dalle tasse) del commediografo Guglielmo Giannini e del Partito radicale di Marco Pannella troppo avveniristico per la società italiana, che si fecero sfuggire di mano i grandi successi iniziali. Anche Silvio Berlusconi scese in politica sull'onda di manipulite enfatizzate nei suoi telegiornali e dalla stampa ma - all'inizio - seppe, oltre che investirci una fortuna, circondarsi di teste eccellenti provenienti dall'università Luiss o dal marketing. La rabbia degli italiani contro la politica si sfogò  eleggendo in parlamento Ilona Staller (in arte la spogliarellista Cicciolina), l'inquisito Toni Negri (rifugiatosi poi in Francia) e un candidato che si creò una notorietà invocando la distribuzione gratuita della droga; un significato chiaro: tra un politico di professione e un personaggio chiacchierato scelgo il secondo.
Il successo di ogni formazione politica, religiosa, associativa, industriale si basa sul tandem di due leaders: uno come la mente, lo stratega, il profeta; l'altro come l'organizzatore, il pianificatore, il pragmatico. Il M5S ha Grillo profeta affabulatore e Gianroberto Casaleggio il guro del matketing ma da soli non bastano per durare a lungo, oltre alle facce pulite dei candidati ci dovranno essere anche le competenze perché la politica è un luogo di marpioni, di trabocchetti, di interessi industriali e finanziari, di confraternite potenti che sanno come manovrare a loro favore leggi, emendamenti e commi apparentemente insignificanti.

Domani: la 12^ puntata sulla demodoxalogia

lunedì 12 novembre 2012

Creare cultura

Giovedì 8 novembre il libero giornale online La Vera Cronaca (www.laveracronaca.com) diretto da Pier Francesco Palattella ha pubblicato un articolo dal titolo Creare cultura il gravoso compito dei sociologi, ne riportiamo l'introduzione e le considerazioni finali:
 "Il sociologo tende ad avere un quadro reale della società del suo tempo e di come stia evolvendo nel tempo e nello spazio, cioè raffrontandola con il resto del mondo e l'imperante tecnologia sempre più veloce e pervasiva. Una visione globale ma allo stesso tempo dettagliata che parte da alcuni presupposti [...]
 [...] Un compito ben diverso dai laureati in Scienze della Comunicazione e degli stessi giornalisti: loro informano, raccolgono i dati e li commentano, i sociologi studiano, ricercano le cause con metodi scientifici e proiettano nel futuro i possibili sviluppi degli eventi indicando più strade da percorrere; spetterà alle istituzioni scegliere il percorso più consono con i tempi, le situazioni e la fattibilità. Ma l'odierna società italiana ancora non è culturalmente pronta nell'affidarsi alla scienza dei sociologi per colpa di qualche accademico trombone che ha distorto il significato stesso di sociologia (nata come fisica sociale) per svenderla alla scienza della comunicazione o per posizioni di potere"
(http://www.laveracronaca.com/index.php/archivio/1116-creare-una-cultura-il-gravoso-compito-dei-sociologi)

Domani: Il movimento cinque stelle

giovedì 8 novembre 2012

Parlamento e cittadini

- Ad ogni scadenza del mandato parlamentare si assiste, specie negli ultimi decenni, al cambiamento della legge che regolamenta le elezioni.  E qui già sta il primo stravolgimento della democrazia: i mutamenti non si dovrebbero fare alla vigilia della chiamata alle urne. Il secondo imbroglio lo si intravede nelle attuali discussioni tra i partiti, ognuno cerca di fare una legge che vada in suo favore e danneggi l'altro. Tutto in nome della democrazia e della trasparenza!  Ma la vera democrazia si ha quando il cittadino conosce il parlamentare di riferimento dell'area elettorale; quando è in grado di giudicare lui e i suoi famigliari: dove vanno a scuola i figli? Che lavori ha svolto finora? Che famiglia è? Qual è il tenore di vita? ecc. Ma soprattutto che la rappresentanza in parlamento non sia l'unica professione del candidato in cerca di voti. Solo per fare i nomi dei più noti esponenti di tre partiti: Pier Ferdinando Casini, Massimo D'Alema e Gianfranco Fini, vi ricordate la precedente occupazione prima che entrassero in politica? Impossibile perchè in vita loro non hanno svolto altre attività. E che dire dell'ex sindacalista della Cgil Fausto Bertinotti che da difensore degli operai divenne, quale presidente della Camera dei Deputati, difensore dei privilegi dei parlamentari?
Un'altro pericolo si sta preparando ai danni degli elettori: il listino, cioè una piccola lista di privilegiati che, in ogni caso, dovranno entrare in parlamento attraverso i cosiddetti "resti" senza essere scelti dalle preferenze dei votanti. Convogliando tutti i voti, che nei vari collegi elettorali, non sono stati sufficienti ad eleggere un rappresentante ogni partito potrà calcolare quanti parlamentari potranno entrare alla Camera senza passare per le preferenze. Alla faccia della democrazia!

- Se un cittadino si deve iscrivere in un albo professionale o aprire un'attività dovrà produrre, a seconda dei casi, il certificato dei carichi pendenti in tribunale, il certificato antimafia e altre certificazioni che ne dimostrino l'integrità morale. Certificazioni che non sono richieste per divenire parlamentari e neppure ministri. Con una recente legge il parlamento ha sancito che i disonesti non potranno candidarsi, ma è proprio così? Non lo potranno coloro che avranno avuto una condanna penale superiore a due anni, confermata dalla Cassazione. Con i ricorsi vari per avere una sentenza definitiva passano anni e talvolta si arriva alla prescrizione per termine degli anni ma sino al giudizio definitivo - come regola garantista - l'impunito potrà svolgere i suoi traffici, bella giustizia! Un truffatore che raggiri dei pensionati o alteri i libri contabili danneggiando soci, lavoratori e azienda, può sedersi in parlamento in quanto non commette reati penali (quindi non soggetti a carcere) oppure la truffa è perseguibile solo in caso di denuncia della vittima. Se la caverà con una multa! Se le cose sono veramente così il presidente della Repubblica prima di firmarla potrebbe chiedere il parere o inviarla alla Corte Costituzionale? O il parlamento fa le leggi e belle o brutte che siano vanno in ogni caso applicate? D'accordo, la Giustizia è sorta per legittimare i soprusi della Chiesa e della nobiltà medioevale e non per tutelare i deboli e gli indifesi, ma ora siamo nel duemila, non sarebbe il caso di rivedere qualcosa?

Storia di un quartiere

- Sabato prossimo 10 novembre alle ore 10.30, presso l'ex mattatoio di Roma a piazza Giustiniani n. 4, la ricercatrice sociale Irene Ranaldi presenterà il suo libro edito da Franco Angeli per la collana "temi di storia": Testaccio. Da quartiere operaio a village della capitale. 
Ad un secolo dalla pubblicazione di Domenico Orano (da non confondere con il giornalista Emanuele e il rettore dell'università di Perugia Paolo) Come vive il popolo a Roma. Saggio demografico sul quartiere Testaccio, la sociologa Ranaldi ripercorre le tappe che hanno caratterizzato il quartiere, quando nel 1871 il frattale sorse come area industriale e quindi quartiere operaio, degradato e sovraffollato. Dopo un secolo gli alloggi dell'Istituto case popolari sono divenuti appartamenti ricercati e il quartiere, conosciuto come il mattatoio (chiuso nel 1985), ha iniziato una lenta rinascita divenendo zona artistica e di divertimento; il posto giusto anche grazie ai teatri e ristoranti di nicchia per vivere la movida.    

- Nel pomeriggio del 22 novembre si svolgerà l'assemblea regionale dei sociologi del Lazio, guidati dalla presidente della cooperativa sociale Maggio '82 Anna Maria Coramusi, presso la Confraternita delle Misericodie d'Italia a Roma in via Gioberti 60.

- Nella mattinata del 6 dicembre presso il Consiglio nazionale delle ricerche a Roma piazzale Aldo Moro n. 7, si svolgerà un convegno di studio della Sips-Società italiana per il progresso delle scienze sui "problemi e politiche dell'informazione con particolare riguardo alle scienze sociali e umane". Il convegno si svolgerà nella stessa sede che nell'aprile del 1996 dibattè sulla "disinformazione in campo scientifico e tecnico", ove presentammo la tesi dei demodoxaloghi della Sidd Perché esiste la disinformazione? concludendo: "la disinformazione si può arginare solo con una cultura dell'informazione, cioè con l'inserimento nei programmi scolastici del metodo di interpretazione scientifica degli elementi della comunicazione che prescinde da "chi" ha detto per privilegiare "cosa", "come" e "dove". Il cosiddetto metodo inde. La disinformazione non sparirà mai perché è connaturata al genere umano ma almeno quella tecnica-scientifica dovrebbe ancorarsi ai fatti, anche se eternamente problematici, sino a prova contraria. E' una questione di cultura e di civiltà. Quindi di risoluzione politica". 

mercoledì 7 novembre 2012

Indicazioni politiche

- Nel dibattito di Omnibus de La7 tv, di domenica scorsa 4 novembre, Paolo Messa, direttore della rivista culturale Formiche e consulente del governo di Mario Monti, parlando a titolo personale ha sostenuto l'esigenza di anticipare le elezioni politiche facendole coincidere con quelle regionali del Lazio, Lombardia e Molise. Un'esigenza basata su due presupposti: il risparmio di denaro pubblico in un'unica chiamata elettorale e la constatazione che ormai i partiti già sono in campagna elettorale. Uno scontro politico tra e in seno ai partiti che il Paese non potrà permettersi per lunghi mesi, pena l'instabilità legislativa e il danno economico sul piano interno ed internazionale. Proprio quello da noi sostenuto nel post del 28 ottobre scorso: Alle urne, subito!
 
- Il recente risultato elettorale delle elezioni regionali siciliane ha confermato la caduta verticale dei partiti minori; essendo un fenomeno che ha coinvolto tutti i movimenti politici, quindi un'espressione d'opinione pubblica generalizzata (data dalla sommatoria delle varie opinioni politiche) un significato dovrà pur averlo: la politica ha stancato, non è più credibile, sia quella dei partiti al potere che quella dei movimenti d'opposizione! Il dato è avvalorato anche dal 52% dell'astensionismo. L'elettore non ascolta più promesse e recriminazioni, vota per chi promette di spezzare il sistema, di punire la casta; e punisce anche coloro che in questi anni, pur essendo in parlamento e nelle piazze, hanno tuonato contro il sistema godendone dei benefici. E' in questa chiave che si spiega il successo del Movimento cinque stelle, il partito del vaffa.
L'Italia dei valori, di Antonio Di Pietro, ha sin qui avuto successo perché il leader (o padrone del partito) ricordava i tempi in cui il pubblico ministero si scagliava contro Silvio Berlusconi. Una battaglia che ha proseguito sul piano politico ed in parlamento, ma una volta caduto Berlusconi viene meno anche il suo antagonista, nè premia più richiamarsi ai "valori", il popolo oggi vuole il giustizialismo populista.
L'offerta di Beppe Grillo a Di Pietro quale presidente e alleato, se non verrà insabbiata al più presto possibile, rischia di far perdere consenso elettorale al Movimento cinque stelle: Di Pietro è in calo vertiginoso e sta seguendo la sorte di Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti, Roberto Formigoni, Umberto Bossi, Sergio D'Antoni e decine e decine di personaggi che hanno campato di e grazie alla politica. Inoltre i cosiddetti poteri forti, che si nascondono dietro la proprietà dei quotidiani e dei settimanali più venduti, non aspettano altro di sostituire al cavallo pazzo Grillo (utile per aver scompaginato le carte politiche e creato attese per un nuovo messia) gli esponenti della società civile, espressione della finanza e dell'industria italiana ed internazionale.
Comunque ci giriamo "siamo messi male", come diceva il perpetuo di  Nino Manfredi nel film di Mario Monicelli Nel nome del Papa re.


martedì 6 novembre 2012

I fenomeni sociali


Secondo John Dewy, filosofo e psicologo americano (1859-1852), gli sbocchi degli eventi collettivi sono dati da situazioni createsi da effetti che sono anche cause  "in quanto non accade nulla che non sia parte di una corrente continua di eventi". Per il padre della psicologia sociale Kurt Lewin (1890-1947) la vita sociale è "il risultato di forze all'interno di un più ampio contesto". Ma è con il filosofo e storico scozzese David Hume (1711-1776) che i demodoxaloghi fanno riferimento per interpretare la graduale trasformazione degli eventi sociali nel tempo e nello spazio. Secondo Hume, in A Treatise of Human Nature nella edizione del 1740, due eventi sono in relazione costante se uno è causa dell'altro quando si verificano entrambi, con l'avvertenza che un evento dovrà sempre precedere l'evento successivo se fra i due elementi c'è un legame; è la teoria dell'associazione abituale tra un fenomeno e l'altro. Nella puntata numero dieci abbiamo esposto il percorso dalla camera in affitto alla depenalizzazione dei reati come un continuum di eventi apparentemente slegati fra loro anche se conseguenti negli effetti sociali. Proviamo, ora, ad esprimere lo stesso concetto con ulteriori esempi tratti dal nostro corso online gratuito di demodoxalogia, sul blog www.opinionepubblica.com
"Proseguendo nella visione demodoxalogica dell'ambiente applichiamo il concetto di associazione abituale tra un fenomeno (evento) e l'altro [...]
La bonifica (A) della pianura Pontina, negli anni Trenta del Novecento nel Lazio,  ha influito sul clima meteorologico innalzando la temperatura (B) anche nell'ambiente circostante e sulle risorse alimentari con l'aumento della fertilità del terreno (C) ma anche sull'economia locale con la richiesta di insediamenti agricoli e commerciali nella pianura bonificata (D) e nei rapporti sociali fra popolazioni provenienti da varie zone d'Italia (E).
Una grandinata (A) che distrugge un particolare raccolto di una zona farà rincarare il prodotto sul mercato (B) scontentando massaie e consumatori (C), spingendo i lavoratori verso la richiesta di aumenti salariali e i contadini a sovvenzioni governative (D) innestando tensioni sociali (E). 
[...] L'insediamento di una nuova fabbrica (A)  in un ambiente ad economia sviluppata (alti redditi e consumi) produrrà (B) ricchezza (profitti all'azienda e salari ai dipendenti) spingendo verso ulteriori consumi che metteranno in moto altri insediamenti (C) industriali, commerciali e finanziari, richiamando manodopera (D) da altre zone.
In un ambiente sottosviluppato l'insediamento di una fabbrica (A) farà invece aumentare gli iscritti al collocamento al lavoro sviluppando (B) attese d'impiego (speranze) e aumento dell'illegalità in quanto l'azienda sarà vista come una fonte da cui trarre benefici anche con mezzi non leciti (racket, rapine, ecc.).  Dal che si deduce che gli incentivi economici nelle zone poco sviluppate dovranno far seguito ad un piano complesso e continuo di investimenti in cultura, sicurezza e diffusione di aziende integrate, non esempi isolati."
Gli esempi potrebbero proseguire applicando i parametri ambientali della viabilità (collegamenti ed accessi veloci), della popolazione (sufficiente numero di abitanti da coinvolgere negli auspicati consumi), della cultura locale (stereotipi e scuole pubbliche), ecc. Se si applicassero ai disegni di legge e alle decisioni economiche le valutazioni che scaturiscono dagli insegnamenti di Hume assisteremo a minori sperperi di risorse pubbliche con conseguente sviluppo economico e sociale.
(11 - continua)

Domani: Indicazioni politiche 

lunedì 5 novembre 2012

Capire il futuro

Il Tempo, nel suo percorso, può essere paragonato alla fiamma che brucia una striscia di carta, il futuro è la carta ancora non raggiunta dal fuoco, il presente la fiamma in movimento e il passato la cenere della carta ormai bruciata. Rispetto a passato e futuro, il presente è troppo breve per darci indicazioni utili e anche troppo vicino alle passioni che animano la cronaca quotidiana delle vicende umane. La realtà è formata dalla sommatoria di un passato che si proietta nel futuro. Ci ha spiegato Toddi:
"Ciò che procede innanzi è il fenomeno fuoco, ossia la trasformazione [Ndr: dalla carta alla cenere], che si sposta nello spazio, e che perciò impiega tempo. [...] Il tempo implica moto: non v'é tempo ove non sia moto: e il moto è spostamento. Questa è la ragione per la quale tutto il Creato è in movimento: e questa è la ragione per la quale nulla, nel Creato, può ritornare là ove sia stato una volta. [...] Il movimento della Terra è tale che essa non rioccupa mai più il posto che abbia occupato: e nessun punto della superficie terrestre viene mai a ritrovarsi nello stesso posto nel quale si sia trovato una volta. Il nostro globo gira su se stesso, ma si sposta anche intorno al Sole, sì che un punto della superficie terrestre non descrive un cerchio ma una epicicloide (*); e questa epicicloide si muove su una curva elicoidale la quale ha per suo asse la direzione del movimento del Sole verso la Stella Apicale."
Secondo gli insegnamenti di Toddi il presente altro non è che movimento, il passato ciò che è stato modificato e il futuro ciò che è ancora indifferenziato nello spazio; poichè il Tempo si muove nello Spazio. Per dare uno sguardo a quella porzione di spazio chiamata futuro i demodoxaloghi, prescindono dal presente, dalle tensioni e dalle esagerazioni della cronaca del giorno (dal latino diurnalia) per pesare statisticamente il passato nella sua continua evoluzione e trasformazione, così come illustrato a Roccasecca dei Volsci (Latina) al IX Convegno nazionale dei demodoxaloghi, il 14 giugno del 2003:
"Per capire come un evento A influisca sull'evento successivo B ad esso collegato da una causa costante [Ndr: secondo la teoria di David Hume], generando una ricaduta a cascata di eventi successivi, ricorriamo alle seguenti esplicazioni:
Negli anni '50 [Ndr: dello scorso secolo] gli annunci economici dei giornali contenevano una stragrande richiesta di camere in affitto (A), rara la richiesta di appartamenti (B), e quasi sconosciuto l'acquisto (C). Oggi solo gli extracomunitari e gli studenti cercano camere in affitto.
Nelle camere in affitto l'inquilino aveva delle parti in comune con la famiglia del conduttore (spesso a sua volta affittuario) o proprietario dell'appartamento: la cucina quale luogo di incontro quotidiano per la preparazione del cibo, l'ingresso come passaggio obbligato e, infine,  il bagno. Pertanto le due famiglie si incontravano più volte al giorno per accedere ai luoghi in comune generando una socializzazione che avveniva all'interno dell'appartamento, in tale modo bisogni, comportamenti e valori si uniformavano gradualmente attraverso lo scambio quotidiano.
Oggi la coppia vuole l'appartamento, possibilmente in proprietà (C). Il contatto con il mondo esterno  (l'altra famiglia) è dato dalla tv che "mostra" ciò che avviene all''esterno. Il possesso della casa (valore immobiliare) è abbinato alla sicurezza economica (valore sociale) per cui è imperativo seguire i capricci della moda per essere alla pari, consentendo al soggetto di "apparire" confrontandosi con i modelli televisivi: dalla scollatura all'orologio, dalla borsa ai nuovi idoli, ecc.

Dato che essere alla moda ed apparire costa, il denaro (D) (valore monetario) diventa un valore preminente in quanto permette di avere tutto e subito. E pur di averne a sufficienza si è disposti ad essere tolleranti con se stessi e gli altri, ecco allora l'abusivismo edilizio, l'evasione contributiva, l'aumento della criminalità (conseguenze sociali) e la richiesta di aggiornamenti al codice: dai condoni edilizi alla depenalizzazione del falso in bilancio, ecc. (mutamento legislativo) in conseguenza del mutamento del costume e dei valori sociali. 
Dall'evento A all'evento D  vi sono stati, nell'arco degli anni, una serie di eventi collegati tra loro apparentemente incongruenti ma causali, cioè con nessi in comune."
Gli eventi sono stati la fiamma che brucia, il passato la somma degli eventi A+B+C che hanno portato al futuro D, e così via. Un ciclo (Tempo) che si espande nello Spazio, con sempre maggiore velocità, attraverso modalità costanti (K).  Mutamenti misurabili a priori quantitativamente (attraverso la statistica) con il metodo "inde" (indagine demodoxalogica), come vedremo in seguito. Avvenimenti concatenati, uno conseguenza dell'altro, secondo il filosofo e storico del millesettecento Hume.
(10 - continua)

Domani: I fenomeni sociali

mercoledì 31 ottobre 2012

Dopo i risultati

Dalle dichiarazioni alle radio e tv e nelle interviste sui giornali di quei politici che solitamente appaiono nei telegiornali e vanno ai dibattiti televisivi sembrerebbe che non sia successo nulla, e in un verso è vero. Nelle elezioni siciliane ben il 52% degli elettori non si è recato a votare, così come avviene nei paesi nordici a più alta democrazia in quanto i cittadini, che non hanno interessi collettivi particolari da realizzare, sono convinti che questo o quel partito non cambia le cose e entrambi faranno gli interessi generali del Paese. Inoltre c'è stato il boom del Movimento cinque stelle. Quindi qualche novità c'è stata ma ai fini di un governo regionale nessuna formazione politica ha avuto i consensi sufficienti per governare la regione, ecco allora la legittimità di coloro che affermano che nulla è cambiato. Vedremo la solita politica con i soliti inciuci per tirare a campare, in questo caso per guadagnarsi le prebende e qualche mancetta.
Persino i commenti sui risultati elettorali sono, in sostanza, stati quelli di sempre: quello finora fatto è sbagliato, le ricette giuste sono .......... Alla domanda, ma voi non siete stati al governo? L'invariabile risposta: per poco tempo ed io personalmente ........ Recite paragonabili al miglior teatrante che però non tengono conto che il pubblico non è più quello di una volta.
La verità è che tutti i politici hanno paura di non essere rieletti (anche i leaders) e cercano di rifarsi una verginità cambiando partito, o nome al partito, o un nuovo partito, o il presunto toccasana delle primarie. Il Pd ha vinto in Sicilia perché gli altri partiti hanno perso, compreso il Sel di Niki Vendola e l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro che non hanno raggiunto il quorum, la stessa sorte sarebbe toccata a Pier Ferdinando Casini se si fosse presentato da solo, invece alleato col Pd ha salvato se stesso e l'aggregazione intorno a Rosario Crocetta.
Gli elettori non credono più agli affabulatori che criticano il sistema facendone parte (Sel, IdV) e votano per le facce nuove del Movimento cinque stelle oppure si astengono. Non capiscono l'Udc con la sua politica del piede in due staffe e vogliono chiarezza e coerenza. La massa di astenuti, calcolata sul piano nazionale almeno al 30%, fa gola agli oltre cento movimenti che si dichiarano riformisti di centro, alla finanza e all'industria nazionale ed estera. Ancora una volta non è successo nulla: compagni di merenda e volpi stanno complottando insieme per presentarsi alle politiche come salvatori del Paese, ma in realtà per divorare quel poco che c'è rimasto. Se l'evoluzione della politica, in attesa delle chiarificazioni regionali di Lazio e Lombardia, e delle primarie nel Pd e Pdl, non dovesse cambiare dovremmo aggiornare il noto motto con "meno male che Grillo c'è"!

martedì 30 ottobre 2012

La crescita esponenziale

Sino alla fine dello scorso secolo, con l'avvento della televisione, la gran massa dei cittadini non si informava e non era informata sulle questioni inerenti la conduzione dello Stato, l'economia, le scoperte scientifiche e così via. Le notizie inizialmente circolavano da persona a persona, sino a metà dello scorso secolo in alcuni paesi del Sud era facile incontrare il "banditore" (un personaggio che girava per le contrade annunciando gli editti promulgati dal signorotto locale, poi sostituito dai comunicati del comune). Persino il cinema e la tv hanno avuto dei precursori nei "cerretani" e nei girovaghi: recitatori ambulanti di storie tragiche, amorose o fiabesche. Il giornale, dal latino diurnalia=cose del giorno, ha avuto il suo fulgore e ha contribuito a fare la storia nel millenovecento, prima coadiuvato e poi sostituito dalla tv. Nelle sue lezioni demodoxalogiche Adriano Magi-Braschi  sosteneva l'integrazione tra cultura sociale e giornalismo ai fini della formazione e diffusione dell'opinione pubblica; per Magi-Braschi (riportiamo da Demodossalogia ed opinione pubblica, edizioni Sidd 1958) la nascita del giornalismo vero e proprio:
"doveva farsi risalire alla rivoluzione francese con l'ami du Peuple fondato e diretto da Jean-Paul Marat. Secondo Magi-Braschi, che riprendeva i concetti di Carlo Dollfuss, le pubblicazioni nate nel milleseicento in Olanda, Francia ed Inghilterra non erano giornalismo ma pubblicazioni periodiche riguardanti i commerci e la navigazione, così come la Gazzetta di Parma (1735), la Gazzetta di Venezia (1766) di Gaspare Gozzi o La Frusta Letteraria (1780) di Giuseppe Baretti, per citare i giornali dell'epoca più rappresentativi, rivolgendosi ad elite, circoli ristretti di studiosi, artisti o salotti, avevano scarsa influenza sull'opinione pubblica e sulla condotta della rimanente popolazione. Concetto sottolineato anche da Vittorio Capecchi e Marino Livolsi che citando ad esempio Il Caffè (dei fratelli Verri, C. Beccaria ed altri) come giornale moderno da cui trasparivano i mutamenti in corso nel campo agricolo ed industriale mettevano in risalto la diffusione limitatissima, per abbonamento, presso pochi privati ed un certo numero di locali pubblici in cui l'abitudine della lettura del giornale era assai diffusa. Con l'ami du Peuple, invece, per la prima volta, delle idee, belle o brutte che fossero, furono indirizzate alle masse e contribuirono in maniera determinante, asseriva Magi-Braschi, a decidere del loro comportamento, fecero cioè quella che si definisce storia. E' in questa prospettiva - sosteneva lo studioso - che andrebbero inquadrate, quando si parla di giornalismo di qualsiasi specie, tutte le manifestazioni letterarie che vanno sotto questo nome successive a quel tempo, perchè la funzione del giornalismo, specificava, non è solamente quella dell'informare, è qualcosa d'altro e di più importante; la funzione del giornalismo è di formare, attraverso l'informazione, in un verso qualsiasi, l'opinione pubblica del proprio tempo e in un certo qual modo concorrere, in maniera più o meno concreta, a determinare la storia e le generazioni.
In precedenza Emanuele Orano (da non confondere con il prestigioso Paolo Orano) aveva sostenuto che il giornalismo italiano fu un fatto individualistico, legato alla sorte di un Boccalini,  di un Maffei, di un Verri, di un Baretti, di un Cattaneo o Mazzini, aggiungendo che di fronte a coloro che agitano gli acta dei romani, quale testimonianza di un nostro lontanissimo primato giornalistico (*) [...] Gli acta sono il giornale di quel padrone assoluto e quindi di quel privato che si chiamava imperatore e che perciò aveva interesse se non a divulgare certe sue determinate notizie (Il problema del giornalismo, editore Piccinelli Roma 1946).
Nelle sue lezioni demodoxalogiche Carlo Curcio asserì che il giornale non è cronaca. Certo, sarebbe azzardato asserire che sia storia; in senso pieno è forse di un giorno: storia considerata dal punto di vista di quel giorno. Ma per quanti sforzi facciano gli storici, la loro storia non è sempre la proiezione di sentimenti e passioni di un periodo determinato?"
Con la televisione, di pari passo con l'avanzamento tecnologico, si sono incrementate in modo esponenziale le possibilità di informare l'utente manipolando le informazioni o, più semplicemente, adottando l'Understatement (letteralmente attenuazione del vero) praticato dalla carta stampata; cioè relegando nelle pagine interne e in poche righe gli argomenti non consoni con la linea editoriale della proprietà del giornale o, viceversa, esaltando a dismisura (a volte addirittura in prima pagina) argomenti cosiddetti di battaglia. Ed anche questo è un modo di creare opinione pubblica, nel grafico, ripreso da Scienza, società ed opinione pubblica (Sidd 2001), abbiamo mostrato la crescita esponenziale dell'influenza dei mass media nel corso dei secoli, dagli acta dei romani, affissi al Foro, alle potenzialità odierne (per velocità delle trasmissioni delle notizie e un sempre maggiore numero di soggetti interessati: utenti tv/lettori giornali, oltre che per il moltiplicarsi esponenzialemente degli strumenti di comunicazione) nel creare opinione pubblica. Alla LX Riunione della Sips (Bologna 18-21 ottobre 1989), a proposito dell'influenza dei mass media sull'opinione pubblica, abbiamo sostenuto:
 "E' questo il motivo per cui oggi i mass-media hanno sostituito la presenza umana sul luogo degli eventi privandola del ruolo di protagonista dell'azione. Pertanto dalla centralità umana (prima singola e poi collettiva, quale basilare protagonista per realizzare i cambiamenti politici, ideologici, culturali, sociali),  si è passati all'emarginazione del contributo e della presenza dell'uomo, sostituendoli con l'immagine dello stesso e delle sue idee in modo sempre più veloce, globale e pervasivo, accelerando lo scambio d'opinioni e di beni, e di conseguenza il progresso. Oggi, e ancor più domani, saranno i mass-media a creare l'opinione collettiva (una volta appannaggio dei leaders), a fare e disfare il corso della storia: l'uomo da protagonista è diventato strumento dell'immagine di se stesso. [...] Dato che la conoscenza cresce sempre più in modo esponenziale, dilatando sia gli orizzonti geografici che del sapere, la presenza umana come arteficie di cambiamento culturale e sociale è diventata superflua poichè l'uomo non comunica più direttamente ma attraverso gli strumenti del comunicare (*). Questa globalità e complessità dell'odierna comunicazione, conseguente all'avvento del global village, rende ancor più necessario l'uso di strumenti e metodi atti a conoscere gli sbocchi del cammino intrapreso."
(*) Si pensi anche alla colonna Traiana scolpita, come un odierno fumetto, per celebrare i fasti dell'imperatore Traiano.
(*) Con la diffusione di Internet e del recente prodotto della Apple (Ipad 5) si è realizzato il global village.        
(9 - continua)