venerdì 31 ottobre 2014

Deja Vecu



Seguendo le riflessioni di Toddi (Pietro Silvio Rivetta, Geometria della realtà e inesistenza della morte, De Carlo editore Roma 1947) e del "deja vecu" di Franco Rizzo (Consenso ed istituzioni, Esi Napoli 1981) possiamo affermare che il futuro altro non è che l'avanguardia del passato che si evolve nel presente e che i due tempi sono indissolubilmente connessi l'uno all'altro, per cui, qualsiasi evento futuro ha le sue radici negli eventi precedenti. In base a ciò l'individuazione dei trend sociali è data, secondo i demodoxaloghi della Sidd, dall'analisi dei fermenti che si possono cogliere nel presente.
Una rilevazione condotta sui risultati grafici della statistica dei fatti rilevati, cioè la tendenza - non l'addensamento - dei casi in una data porzione di tempo prefissata dall'analista in un arco molto ampio. Quello che interessa ai demodoxaloghi è il graduale discostamento dalla media e non i picchi che non rappresentano altro che vivacità momentanee: non sono indice di tendenza (stereotipi diffusi) ma scontri di interessi (politici o economici) destinati a rientrare nella normalità in quanto fomentano opinioni pubbliche virtuali. Solo a fronte di fatti eclatanti (guerre, epidemie, sconvolgimenti ambientali, ecc.) l'opinione pubblica oggettiva e soggettiva muta repentinamente parere, negli altri casi è una lenta maturazione come visto nei grafici dei giorni scorsi (citati dall'agenzia giornalistica online Informatore Economico Sociale).